Piscinas e le dune incantate

Piscinas e le dune incantate

“Io sono stato a Piscinas e voi no!” così ogni tanto il selvaggio sbeffeggia le sorelle, per poi aggiungere “però ci torniamo insieme. Vero mamma?”. Domanda a cui non posso che rispondere “spero proprio di sì”, visto che la spiaggia di Piscinas è, da quando ci sono stata la prima volta negli anni’90, una delle più belle che abbia mai visto.

Le dune: un deserto di sabbia

A portarmi qui non è tanto il mare, azzurro e indomito, quanto le splendide dune. Alte fino a 60 metri e annoverate tra le piu grandi d’Europa, le dune riempiono lo sguardo fin dall’ultimo tratto di sterrato che conduce al parcheggio. Lo sguardo si perde e, solo il sole cocente di metà giornata, può fermare il desiderio di esplorarle, almeno un po’. Queste dune gigantesche formano un “deserto” di sabbia giallo ocra, interrotto, a tratti, dal verde della macchia meditterranea. Ai lentischi e ai ginepri in primavera si uniscono la violaciocca, i papaveri della sabbia e i gigli marittimi. Su queste dune, inoltre, vaga il cervo sardo. La possibilità di ammirarne anche soltanto uno, varrebbe da sola una gita fuori stagione in quest’angolo imperdibile di Sardegna.

Il mare, il Maestrale e il relitto

Il mare, come un po’in tutta la Costa Verde, è spesso agitato dal Maestrale, lo stesso che continua col suo incessante lavoro a modellare le dune. Il fondale degrada velocemente e richiede prudenza anche quando il mare è calmo. Le onde possono essere molto alte e violente, ma vederle è uno spettacolo che ripaga dell’impossibilità di nuotare e giocare in acqua. Se, invece, il mare è piatto è impossibile non tuffarsi e magari osservare con la maschera i pesci che lo popolano. A poche centinaia di metri dalla riva, c’è il relitto di una nave inglese andata a fondo circa 200 anni fa e meta di molti sub.

La spiaggia

La spiaggia è lunga circa 7 km e offre un ‘incantevole sensazione di isolamento anche in pèieno agosto, quando la maggior parte dei turisti si concentra nell’area antistante al parcheggio. In quest’area della spiaggia c’è anche un chiosco, ampio ma discreto, comodo soprattutto per la presenza del bagno. Poco lontano, invece, il vecchio magazzino minerario ospita un elegante albergo, perfettamente in sintonia con l’ambiente circostante. Dichiarato Monumento Nazionale nel 1985, l’edificio in passato ha ospitato anche una colonia estiva per i figli dei minatori. Un tratto di spiaggia, inoltre, è dedicato al naturismo.

L’area di Piscinas è patrimonio Unesco. La spiaggia, nel 2017, è stata inserita tra le più belle del mondo dal National Geographic. Le tartarughe marine, inoltre, vi depongono le loro uova.

Lungo la strada: Ingurtosu

Arrivare a Piscinas non è comodissimo e dovrete mettere in conto curve e tornanti. La strada offre però qualche meraviglia. Io,ad esempio, continuo a subire il fascino del “villaggio fantasma” di Ingurtosu. I ruderi, la vecchia palazzina della direzione della miniera, l’ospedale testimoniano il passato minerario del borgo. Da oltre vent’anni mi riprometto di fermarmi per immortalare questi gioielli di archeologia industriale e prima o poi dovrò tener fede alla promessa. E magari dedicare qualche scatto anche alla Laveria Brassey, costruita nel 1900.

stremamma

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