Cala Domestica

L’estate sta lentamente lasciando spazio all’autunno e la mia insaziabile voglia di mare deve accontentarsi delle immagini delle mie spiagge preferite. Nella nostra lista un posto molto in alto spetta a Cala Domestica, luogo incantevole in cui siamo tornati dopo qualche anno d’assenza.

La spiaggia di sabbia chiara coincide con un’insenatura protetta da due pareti rocciose. L’acqua, sempre cristallina, è azzurra, turchina, smeraldo a seconda del sole e del momento della giornata. Il fondale per lo più sabbioso degrada velocemente ma con poche bracciate si può raggiungere una secca in cui sostare a lungo, accarezzati dal sole e dal mare. I materassini gonfiabili di ogni forma e colore che “navigano” nelle acque basse e le voci allegre dei loro passeggeri non tolgono nulla al fascino di questo angolo di Sardegna, ma arrivare qui fuori stagione è un’esperienza che merita di di essere vissuta.

Dietro la spiaggia ci sono le dune, ricoperte da arbusti, e a ridosso del mare resistono le rovine dei magazzini in cui veniva conservato il minerale, estratto nelle vicine miniere, prima di essere imbarcato. Di origine mineraria è anche la piccola galleria, molto amata dal selvaggio, che permette di raggiungere la spiaggia più piccola.

Passeggiata alla torre spagnola

Per noi, non c’è giornata a Cala Domestica che si concluda senza una passeggiata alla Torre spagnola. Costruita nella seconda metà del 1700, la torre è stata utilizzata anche come punto d’avvistamento durante la seconda guerra mondiale. Per raggiungere la torre bastano 10 minuti anche se è meglio sostituire le infradito con dei sandali o delle scarpe da ginnastica. Il piccolo sentiero che conduce alla torre offre decine di viste spettacolari sulla spiaggie sottostante, sulle dune, su angoli di mare incastonati tra le rocce. Lassù si respira qualcosa di selvaggio anche in pieno agosto ed è impossibile non lasciarsi conquistare, oltre che dai magnifici panorami, anche dal profumo della vegetazione.

Una volta giunti alla Torre (non si può entrare all’interno ma i più curiosi non rinunciano a una sbirciatina infilando il naso nella piccola apertura sul davanti) lo spettacolo è, se possibile, ancora più suggestivo. Lo sguardo può raggiungere Buggerru, anche se la mia vista preferita è quella sul blu, apparentemente sconfinato, del Meditterraneo.

Il telefono non prende, se non a ridosso della torre, ma la cosa non è necessariamente un male. Sulla spiaggia c’è un chiosco e l’ampio parcheggio (5 euro l’intera giornata) non dista che pochi minuti.

Cala Domestica è attraversata dal Cammino Minerario di Santa Barbara che qui si sovrappone anche all’itinerario Miniere nel Blu. Credo non ci sia neppure bisogno di dire che un trekking tra le spiagge e l’archeologia industriale della mia Sardegna sud occidentale, sia un desiderio che spero, prima o poi, di realizzare.

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