La Giara di gesturi e i suoi cavallini

Giara di Gesturi. I cavallini

La Sardegna può regalare splendide giornate invernali. Ed è in un tiepido giorno di dicembre che siamo andati alla ricerca dei cavallini della Giara di Gesturi.

Paulis, Giara di Gesturi

Is Paulis

Non abbiamo fatto in tempo ad allontanarci dal parcheggio che ci siamo trovati come immersi in una specie di mondo parallelo, su un altipiano basaltico sospeso tra il cielo e il territorio sottostante. Intorno a noi lecci, sugherelle e cespugli di mirto carichi di bacche. Aldilà dei cespugli, l’incanto dei Paulis, le depressioni naturali che in inverno e in primavera si riempiono d’acqua. Si tratta di stagni temporanei in cui il colore dell’acqua e quello dei sassi si mischia con quello delle nuvole e del cielo delinenado incantevoli giochi di bianchi e azzurri.

Cavallini della Giara

I cavallini della Giara

Ed è proprio ai margini di una di queste riserve d’acqua che abbiamo visto i cavallini della giara, con il loro manto morello e le loro lunghe criniere. Hanno un fascino antico i cavallini della giara, gli unici rimasti allo stato brado. In passato intere mandrie popolavano diverse zone della Sardegna, oggi questi cavallini, il cui nome scientifico è Equus Caballus jarae, sono annoverati tra le poche specie di cavalli selvaggi ancora esistenti in Europa.

cavallini

La meraviglia nel vederli è stata tanta e tale che anche i bambini sono ammutoliti. La quiete della giara, di per sè così diversa dal rumore in cui abitualmente siamo immersi, si è tramutata in un istante in un silenzio surreale. Siamo stati tutti, grandi e piccoli, col fiato sospeso, come se anche un’esclamazione di meraviglia avesse potuto accelerare la loro corsa e farli sparire più velocemente alla nostra vista. Seguirli con lo sguardo e vederli scomparire nella vegetazione è statò per i bambini, e non solo per loro, un’esperienza unica e affascinante.

cavallini della Giara

Siamo stati alla Giara poco meno di due ore e abbiamo avuto la fortuna di imbatterci in tre gruppi di cavallini. Attualmente sull’altipiano ne vivono circa 600 esemplari. La loro origine è incerta: in Sardegna non sono stati ritrovati ritrovamenti fossili equini e gli studiosi pensano che i cavalli siano stati introdotti nell’isola nel periodo nuragico o in quello punico.

Non solo cavallini

Lo scenario della giara, di per sè affascinante, secondo alcuni raggiunge il suo massimo splendore in primavera quando i ranuncoli acquatici ricoprono i Paulis. Questi fiori bianchi sono uno dei cibi preferiti dei cavalinni e una delizia per gli occhi dei visitatori.

Un altro elemento di fascino all’interno della Giara è costituito dalle Domus de Janas e le Pinettas. Le prime, il cui nome significa letteralmente case delle fate, sono tombe scavate nella roccia risalenti all’età neolitica. Le sceconde sono, invece, capanne, simili a quelle del periodo nuragico, utilizzate come rifugio dai pastori fino a una cinquantina di anni fa. Sostare al loro interno e magari sentire il cloppetio dei cavallini può essere un piccolo viaggio nel tempo.

Noi ci siamo limitati ad una lunga passeggiata ma i bambini hanno espresso il desiderio di poterci tornare per un’escursione in bicicletta. In quell’occasione magari ne approfitteremo anche per visitare il museo del cavallino della Giara nella vicina Genoni.

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