Firenze in tre giorni e mezzo

La cupola di Brunelleschi vista dal campanile di Giotto

Un ponte, un amico disposto ad ospitarci e poco più di un’ora di macchina da percorrere. Viste le condizioni, ci siamo concessi una tre giorni e mezzo a Firenze, città che dista appena 120 km da casa nostra e che, forse proprio per questo, non avevamo mai visitato, se non di passaggio.

Primo giorno: gli Uffizi

Firenze – Uffizi

Siamo arrivati a Firenze intorno alle 11 del mattino, giusto in tempo per la visita agli Uffizi. Abbiamo prenotato i biglietti da casa prima di partire e questo ci ha permesso di ridurre notevolmente i tempi d’attesa. Le due file, quella per ritirare i biglietti e quella per accedere al museo, ci hanno impegnato per 70 minuti. Per preparare la visita e ammazzare il tempo in coda abbiamo munito le bimbe di “percorsi”, scaricati dalla pagina del museo dedicata alle famiglie. 

Botticelli. Madonna del Magnificat. Uffizi

Il grande palazzo progettato da Giorgio Vasari  custodisce “un’altra Firenze dentro Firenze” ed è impensabile poter ammirare in una sola volta l’immenso patrimonio artistico che vi è custodito. Per quanto mi riguarda mi sono lasciata ammaliare dalle tele di Botticelli: la Primavera, la Nascita di Venere, la Madonna del Magnificat. Naturalmente, ricorderò a lungo anche l’incontro con moltissimi altri capolavori con cui da tempo desideravo trovarmi faccia a faccia: la Maestà di Ognissanti di Giotto, la Sacra famiglia di  Michelangelo, la Madonna col Bambino e San Giovannino di Raffaello, la Medusa di Caravaggio. E se queste le conoscevo, devo aggiungere alla lista almeno altri tre quadri da cui sono stata calamitata: la Madonna dell’Umiltà di Masolino, l’Adorazione del bambino di Lippi e una splendida Madonna del Latte di Ferrari.

L?arno visto dalla galleria degli Uffizi

Dalla Galleria si gode una splendida vista sull’Arno e dalla terrazza del Caffè si può ammirare Palazzo Vecchio. Non so quanto sia rimasto ai bambini di questa visita ma ho una certezza: ci torneremo! Ad onor del vero, sono costretta ad aggiungere che il selvaggio dice di essersi un po’ annoiato, nonostante abbia avvistato il cane dei nostri vicini in un dipinto.

Ne abbiamo approfittato anche per visitare la mostra dedicata al codice Leicester di Leonardo Da Vinci. Tra le sfide della mostra c’è quella di rendere gli affascinanti ma complessi studi di Leonardo accessibili al grande pubblico. I filmati e gli elementi multimediali rendono la mostra interessante e piacevole anche per i bambini.

Primo giorno: Piazza della Signoria

Usciti dagli Uffizi siamo andati in Piazza della Signoria. La Piazza che nel Rinascimento era il cuore della città è un vero e proprio concentrato d’arte. I tre si sono diretti spediti all’interno della Loggia dei Lanzi e hanno cercato di carpire i segreti delle statue romane, tra cui il Ratto delle Sabine, scolpito dal Giambologna in un unico blocco di Marmo. Un tempo in Piazza della Signoria c’era anche il mitico David di Michelangelo, oggi custodito all’Accademia (museo che non siamo riusciti a visitare).

La serata si è conclusa con una succulenta Fiorentina.

Secondo giorno: il campanile di Giotto

IL campanile di Giotto

Siamo arrivati a Firenze sapendo che non saremo riusciti a salire sulla mitica cupola di Brunelleschi. Quando, prima di partire, abbiamo provato a prenotare, infatti, ci siamo trovati di fronte a un inderogabile sold-out. Così, abbiamo deciso di goderci la vista di questa meraviglia architettonica dal campanile di Giotto. I biglietti si possono acquistare on-line oppure presso la biglietteria del Museo del Duomo; costano 18 euro per gli adulti e 3 per i bambini, hanno una durata di 72 ore e permettono di visitare anche il Battistero, il Museo, la cripta del duomo e la cupola (questa è l’unica visita che va prenotata).

La Cupola di Santa Maria del Fiore vista dal campanile di Giotto

La nostra “scalata” al campanile è stata preceduta da quasi due ore di fila ma quando si giunge in cima ai 414 scalini si può godere di una vista fantastica: da una parte lo sguardo si estende su Firenze, dall’altra si può ammirare la cupola in tutto il suo splendore (e invidiare un po’ chi è stato più svelto nel prenotare la visita). Vista la nostra passione familiare per torri e campanili, siano essi vicini o lontani, convincere il trio a scendere è stato quasi più faticoso che affrontare i gradini.

Per ripagarci della fatica ci siamo concessi un ottimo panino col lampredotto, un must per gli amanti dello street food e delle tradizioni gastronomiche.

Secondo giorno: i Giardini di Boboli

Vasca dell’Isola. Giardino di Boboli

Il pomeriggio lo abbiamo trascorso tra i Giardini di Boboli e Palazzo Pitti. Un unico biglietto cumulativo, valido tre giorni, permette di unire la visita a quella degli Uffizi. I giardini, voluti dai Medici, si estendono alle spalle di Palazzo Pitti e sono un vero e proprio museo all’aperto popolato da statue, terrazzamenti e angoli nascosti. A noi è piaciuta  moltissimo la Vasca dell’Isola (detta anche Isolotto).  Due ore sicuramente non sono bastate per scoprire i segreti e le bellezze di questo giardino all’italiana preso a modello da molte corti europee: torneremo!

Palazzo Pitti

Palazzo Pitti. Galleria Palatina

Lasciati gli splendidi giardini, ci siamo addentrati nelle splendide sale di Palazzo Pitti. Al suo interno non c’è che l’imbarazzo della scelta: il Palazzo, simbolo del potere dei Medici, ospita ben quattro musei:  la Galleria Palatina e gli Appartamenti Reali , il tesoro dei Granduchi, la Galleria d’Arte Moderna e il Museo della Moda e del Costume al secondo pianoGalleria Palatina e appartamenti reali ospitano un concentrato d’opere d’arte da far girare la testa: andare alla ricerca di Raffello, Tiziano, Tintoretto e Caravaggio tra le sontuose stanze del palazzo è un’esperienza che va fatta almeno una volta nella vita. Praticamente obbligatorio stare cogli occhi all’insù: le pareti sono interamente “tappezzate” dai quadri, incastonate in ricche cornici.

Palazzo Pitti. Museo del Costume

Le fanciulle hanno gradito molto il Museo della moda e del costume. Il nuovo allestimento Tracce 2018, un percorso tracciato attraverso abiti che hanno, al pari di moderni dipinti, lasciato un segno nella moda. Impossibile non farsi conquistare dal genio di stilisti, da Jole Veneziani a Gianfranco Ferrè, da Capucci a Fiorucci, solo per citarne alcuni.

Ponte Vecchio

Ponte Vecchio. Firenze

 

L’ultima tappa della giornata è stata Ponte Vecchio, il ponte più famoso di Firenze. Da questo ponte si gode di una splendida vista sull’Arno e passeggiare guardando le vetrine degli orafi è una delle attività da cui nessun turista sembra possa esimersi. Orafi e gioiellieri si insediarono qui alla fine del 1500 quando le botteghe dei macellai, che da qui potevano buttare gli scarti direttamente in Arno, furono reputate poco decorose dai granduchi i che attraversavano il corridoio vasariano. Quest’ultimo, chiuso al pubblico nel 2016, fu costruito per volontà di Cosimo de Medici per collegare Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti. La riapertura del corridoio è prevista per il 2020 e noi non vediamo l’ora di poterlo percorrere.

Terzo giorno: lungo l’Arno e il Mercato Centrale.

Riflessi sull’Arno. Firenze

Il nostro terzo giorno in città è iniziato con una passeggiata lungo l’Arno alla ricerca di angoli da cui ammirare Ponte Vecchio ma non solo. Camminare lungo le sponde del fiume permette infatti di vedere chiese e palazzi riflessi nell’acqua del fiume.. Finita la passeggiata abbiamo raggiunto il Mercato Centrale. Qui in una dei tanti banchi che offrono pietanze calde abbiamo gustato la ribollita e la trippa alla fiorentina, ovviamente con un bicchiere di rosso.

Santa Croce

Basilica di Santa Croce. Firenze

Il pomeriggio lo abbiamo dedicato alla visita di Santa Croce, la basilica che ha ispirato I Sepolcri di Ugo Foscolo. Siamo riusciti a comprare i biglietti appena in tempo per partecipare ad una delle visite guidate gratuite a cura dell’Associazione Ars et Fides. In questo modo abbiamo potuto scoprire le storie e i “segreti” delle tombe dei grandi, Michelangelo e Galileo ad esempio, che qui sono sepolti. Tra le meraviglie custodite in questa chiesa francescana non si possono non vedere il crocifisso di Donatello e quello di Cimabue , gravemente danneggiato durante l’alluvione del 1966 e oggi esposto  in sacrestia- Le bambine hanno apprezzato molto le storie di San Francesco dipinte da Giotto nella cappella dei Bardi. La visita permette di scoprire anche la Cappella dei Pazzi e il Cenacolo. Nell’antico refettorio lo sguardo viene immediatamente catalizzato dalla grande parete affrescata da Taddeo Gaddi in cui spicca l’Albero della Vita, una crocifissione in cui la Croce è rappresentata come il centro della storia. Dal 2016 il Cenacolo ospita anche l’Ultima Cena di Vasari. L’opera venne pesantemente danneggiata dall’alluvione ed è esposta nella stessa parete in cui all’epoca si trovava il crocifisso di Cimabue.

Un giro di giostra

Giostra di Piazza della Repubblica. Firenze

Nel tornare verso casa ci siamo trovati a passare per caso davanti alla giostra di Piazza della Repubblica. Con un euro ciascuno i bambini hanno potuto fare un giro di giostra in groppa ai bellissimi cavallini di legno. E catapultarsi per un attimo in quell’atmosfera magica che solo le giostre d’un tempo sanno regalare.

 

Quarto giorno: il Battistero

L’ultima giornata a Firenze è iniziata con la visita del Battistero di San Giovanni, la chiesa a pianta ottagonale interamente rivestita di marmo bianco e verde che si trova davanti a Santa Maria del Fiore. La cupola è rivestita da un gigantesco mosaico raffigurante il Giudizio Universale che si può ammirare stando con il naso all’insù.

Il Museo del Duomo

Maddalena Penitente. Donatello

Dopo il Battistero è stata la volta del Grande Museo del Duomo. Abbiamo deciso di visitarlo perchè compreso nel biglietto per il campanile e il battistero ma si è rivelato una magnifica sorpresa. Il museo si trova nell’edificio nato per ospitare l’Opera che doveva occuparsi della costruzione e della manutenzione di Santa Maria del Fiore. Tra le sale si può scoprire la lunga storia della realizzazione della facciata della cattedrale e un modello della cupola. Impossibile rimanere indifferenti davanti alla Pietà di Michelangelo e alla Maddalena Penitente di Donatello. Imperdibile, infine, la Madonna col bambino realizzata da Giotto per la Chiesa di San Giorgio alla Costa. La tela fu danneggiata dall’attentato di via dei Gergofili come testimonia una lesione, ancora visibile, causata da una scheggia. Da brave bolognesi, le gnome non si sono fatte sfuggire una pianeta realizzata da Annibale Carracci.

Santa Maria del Fiore

Santa Maria del Fiore

Essendo domenica, siamo riusciti a entrare all’interno della basilica di Santa Maria del Fiore dopo “soltanto” un’ora e trenta minuti di fila. La domenica però non è visitabile la Cripta di Santa Reparata e la “porzione” del duomo visitabile ha lasciato un po’ deluse le bambine. L’interno appare quasi spoglio e austero. La delusione per la mancata visione del Giudizio Universale e degli affreschi che ornano la cupola è stata parzialmente superata dal racconto della congiura dei Pazzi che ebbe il suo culmine all’interno della cattedrale. Ovviamente la cupola sarà una tappa obbligata della prossima trasferta fiorentina.

 

 

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