Una giornata a Portixeddu

Erano anni che non andavo a Portixeddu. Tornarci è stata una scelta più che azzeccata, visto che le gnome e il selvaggio hanno apprezzato moltissimo questa spiaggia al confine tra il Sulcis e la Costa Verde. Il mare, grazie anche alla complicità del sole, assume un colore che varia dal celeste al verde. La sabbia fine e chiara si presta ai giochi dei bambini e ad essere calpestata dagli amanti delle “partite di racchettoni” (categoria in cui le gnome sono entrate quest’anno e in cui mi hanno trascinata dopo anni di latitanza). Il mare è subito fondo ma ci sono dei punti in cui degrada meno rapidamente e che, dunque, sono più adatti ai giochi dei bambini.

Come spesso ci capita abbiamo percorso a piedi buona parte dell’arenile che si “perde” in quello della vicina San Nicolò. Nel corso della nostra passeggiata, la curiosità dei bambini è stata attratta dalla foce del Rio Mannu, anche perché alcuni coetanei l’avevano scelta come location dei loro giochi.

Abbiamo avuto la fortuna di capitare a Portixeddu in una giornata senza vento e abbiamo colto al volo l’opportunità di fare un giro in pedalò ( 1h, 10 euro). Ovviamente questa è stata un’ottima occasione per sbizzarrirsi in sonori tuffi accolti da un acqua pulita e molto fresca.

La spiaggia, come il resto di questo tratto di costa a Sud della Sardegna, è battuto dal maestrale. Il vento regala alla spiaggia un fascino selvaggio e lo rende un posto amato dai surfisti. Le onde scatenate dal maestrale, ovviamente, richiedono un surplus di prudenza e attenzione. In questo caso il bagnasciuga si può trasformare in una specie di parco acquatico naturale in cui “giocare” con la schiuma rilasciata dalle onde.

Sono tanti i motivi per cui amo questo tratto di costa. Il mare non delude mai e la strada per arrivarci offre scorci meravigliosi sul golfo del Leone. La vista, però, non è l’unico senso ad essere coinvolto. Nella zona di Cala Domestica, ad esempio, è d’obbligo abbassare i finestrini e respirare a pieni polmoni il profumo della macchia mediterranea, il cui verde acceso si combina alla perfezione con il blu e l’azzurro del mare. Il mio tratto di strada preferito, però, resta quello che precede Masua: nel percorrere la discesa si ha la sensazione di poter “volare” fino a Pan di Zucchero; uno spettacolo amplificato al tramonto.

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