Cocci-gnoma e le Piccole Orme

Tanto vale dirlo subito: da piccola leggevo i racconti delle Piccole Orme su Giochiamo e mi sarebbe piaciuto un sacco andarci. Purtroppo non ci sono riuscita, l’ho detto anche ad Arcanda quando ci ha proposto di far vivere alla gnoma questa esperienza, dedicata ai lupetti e alle coccinelle di almeno 10 anni. E così una decina di giorni fa l’abbiamo accompagnata a Spianessa, base scout sulla montagna pistoiese. L’abbiamo lasciata con il “faccino” un po’ preoccupato: un misto di “ancora non conosco nessuno” e “sarà sicuramente una nuova avventura”, simile a quello delle prime riunioni e delle prime uscite. L’abbiamo ritrovata quattro giorni dopo con l’espressione tipica, stampata anche nel volto degli altri partecipanti, che chi da lupetto o  esploratore ( ma anche, o forse soprattutto,  in clan)  ha partecipato almeno ad un evento regionale può immaginare. Per chi, come noi, scout lo è stato a lungo, l’attesa dello spettacolo finale (era un campetto di espressione) è stato un piccolo salto indietro ai campi di specialità in reparto, alla Rosea ( lo so che ora si chiama Ross, ma il tempo passa per tutti), al Cfm e a tanti altri eventi, a quel  clima di complicità e condivisione che si crea in pochissimo tempo perché si hanno dentro lo zaino tante esperienze e un filo conduttore comune che risale all’intuizione dell’ormai leggendario BP.

Dopo lo spettacolo, un mix di scenette, canzoni e mega ban finale,  c’è stato il cerchio conclusivo che noi genitori abbiamo spiato e immortalato a distanza. E infine, dopo i saluti e gli abbracci tra decenni che danno quasi per scontata la possibilità di ri-incontrarsi a qualche campo prima o poi, è successo un evento raro, al limite dello straordinario: il racconto di quanto accaduto nei tre giorni e poco più di Piccole Orme.  Ecco allora sfilare senza soluzione di continuità: la Messa durante il quale è stato consegnato il fazzolettone giallo del campo mentre quelli dei gruppi di appartenenza venivano usati per formare un grande cerchio; il lancio che ha catapultato lupetti e coccinelle nell’impresa di salvare la compagnia teatrale sull’orlo del fallimento, un gioco notturno in cui hanno visto brillare le lucciole che popolano il bosco; le fasi di preparazione dello show: dal casting alla realizzazione delle scenografie, il “fortino” costruito dentro un albero durante il TL (tempo libero per i non addetti ai lavori ) con l’aiuto di Mi e altri piccoli aneddoti che ogni tanto torneranno a fare capolino.

“Devo dire alle coccinelle più piccole che l’anno prossimo devono assolutamente partecipare alle Piccole Orme!” ha sentenziato la gnoma mentre risalivamo in macchina. Insomma esperienza promossa a pieni voti: entusiasta lei e  noi sempre più felici di averle regalato la possibilità di giocare questo grande gioco che tanti capi si prodigano di far continuare. 

Visto che rischio di tradire una certa nostalgia concludo con una nota di colore: si sono scambiati i numeri di telefono e hanno creato una chat che al momento sforna più messaggi di un gruppo whatsapp di genitori quando ci sono i pidocchi in agguato o si discute di regalo di fine anno alle maestre.

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2 pensieri riguardo “Cocci-gnoma e le Piccole Orme

  1. mio figlio lupetto a giugno dopo tre giorni alla base di colico (LC) per le piccole orme, ci ha visto e si è messo a piangere. lui tutto d’un pezzo, lui sempre apparentemente duro e puro. si è messo a pingere perchè l’esperienza era stata talmente totalizzante e bella che per un attimo deve aver pensato che quello fosse il suo branco e quelli i suoi capi. mi ha commosso.
    11 anni e tantissime emozioni.

    1. …anche per me è stato molto bello respirare il clima delle piccole orme…sembrava che si conoscessero da un pezzo, erano solo tre giorni!

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