Lettura espressiva: fiabe e benessere, quattro chiacchiere con la formatrice Annapaola Carrino

Foto Associazione La Curanderia

Qualche giorno fa mi sono ritrovata sulla posta un invito per un corso di lettura espressiva organizzato dall’associazione La Curanderia di Bologna. Il titolo, Fiabe e Benessere, non poteva che attirare l’attenzione di un’amante della lettura che ha tra i suoi “farò” l’approfondimento del tema delle fiabe. Difficilmente, per questioni logistiche e organizzative di ordinaria amministrazione familiare riuscirò a partecipare, ma la curiosità era tanta che ho chiesto ad Annapaola Carrino, attrice, docente e formatrice, di rispondere a qualche domanda sul corso che inizierà il 23 marzo e vedrà i partecipanti impegnati in otto incontri di due ore ciascuno.

Perché leggere ad altri è o dovrebbe essere un piacere condiviso?
Pensiamo all’immagine di una persona che legge in poltrona il suo libro; è concentrata, assorta e piacevolmente  immersa in un mondo, quello del libro. E’ sola con il libro, “dentro” ad esso. Una situazione di pace, benessere, piacere. Ma, nel momento in cui la persona legge a voce alta a qualcuno, questo benessere individuale cambia, diventa condiviso. E’ un benessere non più solo nostro e chiuso, ma che si apre agli altri. E quindi si moltiplica…

Chi sono gli altri a cui può essere rivolta la lettura?
Gli altri sono chiunque ascolta, e dunque:  i bambini (solitamente i primi e migliori ascoltatori), figli, amici, studenti (se siamo insegnanti, il nostro modo di leggere avrà un peso specifico decisivo per il nostro lavoro), colleghi, genitori, gruppi, personale docente, via via il campo si allarga a tutti coloro che di volta in volta saranno il nostro “pubblico”.

–  Leggere in pubblico richiede empatia?Perchè?
L’empatia è il presupposto per poter condividere. Tornando al primo punto, se è vero che leggere suscita emozioni positive, leggendo in pubblico esse si provano insieme ad altri. Leggendo si prova curiosità, gioia, stupore, paura… E in questo caso lo si prova non necessariamente con persone note e amiche – non siamo più soli in poltrona col nostro libro! – ma con altre persone. Si legge sempre a qualcuno, si legge sempre per. L’empatia qui si tocca con mano.

Perché considerate questo corso un progetto di promozione della lettura?
Tutti i gruppi con cui ho realizzato il corso si sono appassionati ulteriormente alla lettura anche individuale, grazie allo spirito di condivisione che nasce nel gruppo; tornando al concetto di benessere nella lettura, esso ha il potere di moltiplicarsi e di diffondersi e…non dimentichiamo che un libro tira l’altro!

Cosa chiedete a chi sceglierà di partecipare a questi incontri?
Di tuffarsi. Con grande curiosità e spirito di avventura, perché le fiabe sono una fonte inesauribile di avventura, metafora della vita. Di tuffarsi nel mare delle parole e dei racconti: spesso parlano di noi e ci cambiano, se ci lasciamo cambiare.
E poi il corso è divertentissimo, provare per credere!

 Può regalare un consiglio a chi ama  leggere a voce alta?
Venire al Corso di Lettura Espressiva, naturalmente! Se amiamo leggere a voce alta, non affidiamoci solo alla spontaneità, c’è tutto un mondo da scoprire attorno alla lettura espressiva.
E comunque, consiglierei, oltre ad esercitare la voce, di affinare il nostro orecchio.  Se siamo più sensibili, impariamo a leggere anche “tra le righe” e siamo più pronti a metterci in gioco per fare un viaggio alla scoperta delle nostre capacità, che sicuramente ci stupiranno. E magari diffonderemo benessere anche in chi ci ascolta.

Seguitemi e condividete se vi va
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