Giù le mani! Un litigio, un adulto e tre luoghi comuni ko.

Un attrito tra bambini. Forse un malinteso o una presa in giro. Poi il ceffone. Ricambiato. Non ho ben chiara ( e neppure mi interessa troppo) la dinamica dell’evento so solo che una delle due gnome è incappata in un litigio non solo verbale durante una lezione di scherma. Per dirla senza giri di parole: lei è un altro bambino se le sono date. Ed è stata fortunata, molto fortunata. Lei e l’altro contendente si sono trovate davanti un adulto. Li ha separati prontamente e ha messo le cose in chiaro. “Le mani non si usano, se dovesse ricapitare non potrò più farvi partecipare”. Insomma le regole ci sono, vanno rispettate e il mancato rispetto genera conseguenze.

L’adulto in questione, 25 anni massimo, ha ripetuto le condizioni a noi genitori. Imbarazzata per quanto successo mi sono guardata dal cercare inutili giustificazioni. Mi son limitata a un “hai ragione”perché effettivamente aveva ragione.  ” Ha semplicemente detto che le regole vanno rispettate e che se non le rispetti sei fuori” ha detto, poco dopo, la mia amica, battendomi sul tempo. Tanta fermezza e autorevolezza mi hanno colpita. Positivamente.

“Son cose da bambini” ha provato a sdrammatizzare qualcuno. “Certo, ma devono imparare” ha aggiunto la nonna dell’altro bimbo coinvolto nel litigio. Ho sempre provato un profondo disagio verso il “non si litiga”, mi è sempre parsa una gigantesca presa in giro. I conflitti si possono ridurre, dribblare, smorzare ma non credo si possano evitare del tutto. Tanto vale, allora, imparare a litigare. Ecco, quel che mi è piaciuto di tutta questa storia: l’adulto non ha etichettato come “male” il litigio in quanto tale ma le sue modalità. La violazione della regola non è stato il litigio, per quanto fuori luogo, ma il tentativo di risolverlo menando le mani. Ho avuto l’impressione di assistere ad una lezione di buon senso prima ancora che di sportività.

In meno di dieci minuti sono stati messi in discussione almeno tre luoghi comuni: quello (che si tramanda di generazione in generazione) che vede i giovani adulti peggiori di chi li ha preceduti, quello secondo cui i genitori difendono sempre e comunque i figli e quello relativo all’assenza di figure autorevoli.  Con buona pace dei nostalgici di presunte età dell’oro e degli spacciatori seriali di generalizzazioni senza statistiche.

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2 pensieri riguardo “Giù le mani! Un litigio, un adulto e tre luoghi comuni ko.

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