C'era una volta una bambina: cappuccetto, la casa e il bosco

 

IMG_8400Ci sono libri che non si capiscono mai fino in fondo, libri che devono essere letti e riletti per trovare un senso sotto la superficie di parole e immagini. Tra questi c’è C’era una volta una bambina di Giovanna Zoboli e Joanna Concejo: la prima ha scritto il testo, la seconda ha realizzato le illustrazioni.  L’ordine però andrebbe invertito perché, come ha svelato la stessa autrice, il ripetersi ritmato dei versi è scaturito dalla visione e da una riflessione sulle immagini “drammatiche, misteriose, selvagge” tracciate dall’illustratrice.

La storia è quella di una delle favole più note e rivisitate di sempre: cappuccetto rosso. Anche i personaggi sono quelli di sempre: una bambina, una madre, una nonna, un lupo e un cacciatore. Ai cinque noti si aggiungono il bosco e la casa che Giovanna Zoboli trasforma da ambienti a protagonisti. I due non sono più soltanto i luoghi che ospitano gli eventi ma divengono le forze che li orientano e li determinano gettando una nuova luce su una trama apparentemente immutabile.

Casa e bosco sono metafore di permesso e proibito e tra loro  si muove la bambina, una cappuccetto senza cappuccio ma munita di un filo rosso. Le hanno sempre detto, anzi ripetuto come una litania, che deve stare attenta. Lei però infrange la regola, dialoga e interagisce con il bosco prima e con il lupo poi. La bambina e il lupo divengono compagni di gioco. Un’amicizia insolita che durerà solo fino a quando la casa e il bosco lo permetteranno  prima di restaurare l’ordine. La fine del lupo è la solita ma questo non impedirà alla bambina di tornare nel bosco e scrivere da se la sua storia con quello stesso filo rosso che l’ha legata al selvaggio.

Le parole del testo si ripetono, i versi si arricchiscono  per poi rimpicciolirsi con una musicalità che viene rivelata a pieno solo da una lettura ad alta voce. Le immagini accompagnano, integrano, sostituiscono il testo. Cappuccetto rosso è la favola in cui la bambina disubbidiente viene mangiata dal lupo. Il delitto, se così lo possiamo chiamare, non viene narrato dalle parole e neppure dalle immagini che ci mostrano solo un prima e un dopo.

C’era una volta una bambina può avere più di un significato  simbolico. Una prima lettura conquista i bambini con il suono e le immagini ma lascia tanti dubbi sul significato. Dubbi che investono anche, e forse più, il lettore adulto spingendolo ad etichettare il libro come  “esercizio di stile” oppure ad andare alla ricerca di un senso tra le tante interpretazioni possibili.

 

C’era una volta una bambina

Giovanna Zoboli – Joanna Consejo

2015 -TopiPittori

64 pagine, illustrato

20 euro

da 7 anni

 

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