Le sere dei dì di festa

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La bella stagione moltiplica i dì di festa che a dire il vero non mancano neppure in inverno. Ci sono i giorni di festa istituzionali e quelli informali: i primi comprendono festività, ricorrenze, cerimonie, i secondi, dai contorni più sfumati, spaziano da una giornata in spiaggia ad un picnic nel bosco con arrampicata su un grande albero, da una cena con gli amici a una sessione di gavettoni al parco. Sono giorni un po’ speciali per il semplice fatto di non appartenere alla routine. Sono giorni il cui finale è dolce e al contempo amaro.

Alla fine di ogni giornata speciale c’è un’esperienza che diventa ricordo e il desiderio che torni presto un’occasione simile pur sapendo che sarà ugualmente ricca ma diversa. Dietro ad ogni giorno di festa c’è qualcosa che non è stato. C’è lei che non soffierà mai sulle candeline e non “pretenderà” nessuna creazione in pasta di zucchero, lei che non proverà mai l’ebbrezza di arrampicarsi su un albero imbragata come per scalare una parete. Lei che non piangerà per le sconfitte e non gongolerà per le conquiste. Lei che salta fuori all’improvviso mentre guardo le gnome dormire dopo una giornata speciale.

Le sere del dì di festa hanno il sapore della rinascita perché fanno pensare a quel tempo sospeso in cui pensavo fosse impossibile tornare a ridere di niente. Le sere del dì di festa hanno il gusto della leggerezza riconquistata, una leggerezza che non è quella del prima ma quella dell’adesso.  Le sere dei dì di festa portano con se malinconia e nostalgia ma il loro sapore non è più solo amaro. Nelle sere dei dì di festa è più chiaro che mai che malinconia e nostalgia sono l’altra faccia dell’amore.

Nelle sere dei dì di festa c’è spazio per una lacrima e un sorriso.  E sono per lei!

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