Nonostante la pioggia: bike pride fu

bikepride2017

Reduce dal primo pigiama party in casa nostra della gnoma numero due, con la pioggia avrei preferito stare a casa. La gnoma però, non foss’altro che per fare una cosa con mamma e papà senza la primogenita intorno, non ne ha voluto sapere di rinunciare. Suo padre le ha dato man forte e il selvaggio, senza aver capito nulla, pure. Insomma, la famiglia ha decretato ” questo bike pride s’ha da fare” e io non ho potuto far altro che adattarmi.

In questi casi l’attrezzatura è importante e se non ti sei organizzato devi ricorrere alla, mai troppo lodata, vecchia arte d’arrangiarti. Al selvaggio ho messo l’antivento di sua sorella: le due-tre taglie in più lo hanno automaticamente trasformato in un poncho. Alla gnoma numero due, in base al principio che quando servono le cose non si trovano mai,  ho prestato la mia mantellina antipioggia : a causa della lunghezza rischiava di impigliarsi tra i raggi ma l’inconveniente è stato risolto con un vistoso “fiocco” sulla schiena che ha quasi reso fashion l’inguardabile quanto imbarazzante mantellina svedese. Io mi sono dovuta accontentare di un poncho arancione che era già vecchio e logoro 15 anni fa, conservato solo perché non si sa mai. Quanto al maritozzo: si è limitato ad indossare il suo impermeabile da bici  guadagnando lo scettro di ciclista organizzato della famiglia.

Così bardati abbiamo raggiunto il parco della Montagnola appena in tempo per la partenza. Nonostante il tempo non fosse clemente, il clima di festa era lo stesso dell’anno precedente. Il selvaggio dal suo seggiolino, su cui si è addormentato poco dopo, ha ammirato divertito le bici travestite per l’occasione. La parata è partita accompagnata da un allegro caos di campanelli, trombette e voci dei ciclisti urbani pronti a conquistare la città.

Pur infastidita dalla pioggia, la gnoma ha pedalato per tutti i sette chilometri del percorso quasi senza battere ciglio. Merito del bike power che trasforma in supereroe chi ogni giorno pedala per spostarsi in città. Anche il mio vecchio poncho alla fine ha mostrato un superpotere: ha permesso all’acqua  di cadermi sul viso e di farmi assaporare quella meravigliosa sensazione che si prova a muoversi, a piedi o in bici, sotto la pioggia primaverile.

Anche se bagnati alla fine eravamo tutti un po’ più allegri. Naturalmente la gnoma ha già detto di voler partecipare alla summer edition annunciata dagli organizzatori del bikepride.

Seguitemi e condividete se vi va
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