Buon compleanno CiaoLapo

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Babyloss 2016 – Bologna

Vagavo su Facebook alla ricerca di un vecchio post. Gli occhi sono caduti sul messaggio di una mamma: poche parole per dire alle compagne virtuali di pancia che il suo bimbo l’aveva lasciata all’ottavo mese di gravidanza. Leggo di nuovo per essere sicura di aver capito bene. In pochi secondi torno indietro di quasi cinque anni, per alcuni istanti vengo travolta dal passato. Mi rivedo ad un mese dal mio lutto, trenta giorni che per molti erano un tempo sufficiente perché ricominciassi a “vivere”  mentre io ero ancora soffocata dal dolore, dall’incredulità, dalla rabbia, dalla paura di aver sbagliato qualcosa, dal terrore di non saper immaginare il futuro.

Fisso lo schermo del computer poi faccio scivolare le mani sulla tastiera. Scrivo lentamente pesando le parole. A quella mamma posso solo dire che ho vissuto un dolore molto simile al suo e che se vuole può contattarmi in privato. Invio un abbraccio a lei e al suo bambino. I commenti al post aumentano. Riprendo a scrivere il testo che avevo abbandonato per mettermi in cerca delle affermazioni mancanti. Continuo a pensare a quella mamma. Torno sul suo post e le lascio il link di CiaoLapo. Scrivo solo che per me condividere è stato importante.

Ricordo come se fosse ieri i messaggi di accoglienza delle altre mamme, il ripetersi di pensieri che solo ad un estraneo possono apparire frasi fatte. Quella confidenza mediata da schermo e tastiera è stata una sorta di medicina, un antidoto alla solitudine in cui rischiavo di annegare anche quando ero circondata dalla gente. In quelle pagine ho trovato un passaporto: quello che permetteva a Lucrezia di continuare ad esistere, un documento che ne attestava la cittadinanza nella mia vita. Tra quelle pagine era normale che mia figlia fosse destinata a vivere per sempre nel mio cuore, un sentimento che solo in pochi all’esterno sembravano capire. Se una fortuna in quei giorni l’ho avuta è stata quella di avere accanto amici e amiche di lunga data capaci di accogliere ciò che stavo vivendo. Nonostante questa fortuna le mamme di CiaoLapo sono state fondamentali e non credo sia un caso che con alcune l’amicizia a distanza prosegua.

Mentre tante altre mamme provano ad esprimere la loro vicinanza a quella mamma che ha appena persa il suo bambino, mi accorgo che oggi è l’undici aprile. Oggi è il compleanno di CiaoLapo: sono passati undici anni da quando Claudia Ravaldi e suo marito, dopo aver visto nascere Lapo senza vita, hanno fondato quest’associazione. Devo a loro e al loro figlio l’aver incontrato mamme con cui condividere  la salita più ripida della mia vita.

La possibilità di condividere esperienze e sentimenti, dentro e fuori dalla rete, è solo una delle tante attività che ogni giorno vede impegnati Claudia, Alfredo e i tanti volontari che lavorano al loro fianco. CiaoLapo è impegnata in un’intensa attività di supporto ai genitori e in un’altrettanto intensa attività di tutela e prevenzione. In ogni iniziativa di questa onlus c’è spazio per la promozione di una cultura e di una società capace di accettare e riconoscere il lutto in gravidanza e subito dopo il parto.

Impossibile raccontare in poche righe le mille imprese dei primi undici anni di CiaoLapo, ugualmente non è possibile non ringraziare chi l’ha fatta nascere e crescere. Come ad ogni compleanno che si rispetti gli auguri sono d’obbligo: BUON COMPLEANNO!

Seguitemi e condividete se vi va
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