Strane amicizie

aschiciccio

Non tutte le amicizie nascono a prima vista e non tutte durano un’intera vita. Ci sono amicizie che durano il tempo di un’esperienza condivisa ma lasciano un ricordo indelebile . Non so se e quanto durerà l’amicizia di cui sto per scrivere. In realtà non so neppure se si tratti di una vera amicizia, quel che è certo è che, qualunque cosa sia, ha richiesto di superare una diffidenza e una paura. L’altra piccola certezza è che non si tratta di un’amicizia umana. I suoi protagonisti, infatti, sono il mio gnomo più piccolo e selvaggio e Ciccio, un’istituzione della strada in cui viviamo: il mitico cane dei nostri vicini.

Il selvaggio non ha paura di niente: costruisce torri di sedie pur di raggiungere ciò che cerca, scala alberi e qualsiasi manufatto trovi al parco. Il selvaggio non disdegna di allontanarsi e fa salti da oro nel salto in basso e nel salto dei gradini. Tecnicamente si tratta di una piccola e impavida peste. C’è solo una cosa che lo ferma: i cani di qualsiasi taglia. Gli abbiamo sempre detto che deve stare attento ma senza inculcargli nessuna particolare paura. E’ una paura sua, come quella che mi fa girare al largo delle cavallette.

Questa paura ha sempre riguardato anche Ciccio. Quando da piccolo, lo vedeva trotterellare in cortile dietro alle bimba dei nostri vicini, tirava le gambette e si rannicchiava nel passeggino. Poi mi saltava in braccio appena lo vedeva e una volta che il poveretto ha cercato di annusarlo ha urlato e corso come un pazzo che il buon Ciccio si è rintanato sotto la carrozzina della figlia più piccolo della sua padrona. Insomma un leone che diventa fifone solo davanti ad un cagnetto che non farebbe male ad una mosca e che non ricordo di aver mai sentito abbaiare.

Io ho un debole per Ciccio e ogni volta che Ascanio mostrava di non gradire la sua presenza gli dicevo “Gonfiati d’orgoglio perchè questo piccolo umano non ha paura di nulla!”. Però in fondo mi dispiaceva!

Poi qualcosa è cambiato. E’ successo qualche sera fa! Passeggiavo con i bimbi senza troppa voglia di tornare a casa, quando abbiamo incontrato la nostra vicina, con figli e amico a quattro zampe. Neppure lei bramava di tornare a casa e così visto che le più grandi hanno iniziato a giocare, abbiamo fatto un tratto di strada insieme. Appena il selvaggio ha visto Ciccio, ha fatto dietrofront e ha cercato rifugio dietro le mie gambe. E da quel posto sicuro lo guardava incuriosito. Poi gli ha lanciato un giochino che lui, da cane ben educato qual’è, guardava senza toccarlo. Al che mi sono inchinata e gli ho fatto due carezze e una coccolina. Il selvaggio osservava sospettoso ma tentato di allungare la sua mano. La situazione si è sbloccata solo quando la mia vicina lo ha invitato a farsi annusare una manina. Dopo cinque minuti ha chiesto di potergli fare una carezzina. E dopo meno di mezz’ora, si è illuminato quando la mia vicina gli ha offerto il guinzaglio. La sua padroncina non era troppo convinta della cosa ma alla fine i nanerottoli hanno trovato un’accordo.

Deve essere stata un’esperienza mozzafiato. Il buon Ciccio si è lasciato “guidare” mansueto anche se a guidare era lui visto che manteneva la direzione e non perdeva di vista “le sue bimbe”. Il piccolo selvaggio dal canto suo ha capito di non aver a che fare con un giocattolo e seguiva con interesse e curiosità ogni sua mossa. La serata è finita con una nuove dose di coccole che Ciccio non ha rifiutato.

Il selvaggio conserva una sana paura dei cani, non di Ciccio però, perchè come dice lui “Ciccio è mio amico!”. E di questo non posso che ringraziare lui e la mia splendida vicina!

 

 

 

 

Seguitemi e condividete se vi va
error

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *