Voglio la neve a scuola e al parco!

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Ieri sera le gnome sono andate a dormire sperando di risvegliarsi in una città innevata. Non so quale sito di previsioni meteo consultato dal papà diceva che i fiocchi avrebbero potuto iniziare a cadere a partire dalle cinque del mattino. Le loro speranze sono andate deluse, di neve a Bologna non se ne è vista.

” Mamma, pensa che bello se nevicasse nei parchi e vicino alla scuole, ma non nelle strade” mi ha detto stamattina la gnoma più grande. Nove anni e chiara in testa l’idea che per noi grandi la neve in città è, nella maggior parte dei casi, una rottura. La neve ci fa arrivare tardi in ufficio o complica i nostri giri per uffici. La neve fa rallentare gli autobus e manda il traffico in tilt. La neve ci costringe ad andare in giro con scarpe da trekking o improbabili simil dopo-sci. Insomma, la neve interferisce con la nostra routine. A volte ci strappa un sorriso ma dura poco o preferiamo non dirlo in giro.

Per i bambini è diverso. Per i bambini la neve è divertimento. La neve è la gioia di fare un pupazzo con una carota per naso. La neve è l’euforia di una battaglia a palle di neve. La neve è mettersi giacca e pantaloni impermeabili e rotolarsi su quello stesso prato in cui in estate si gioca a palla avvelenata. I bambini quando nevica sono felici, in barba a chi sostiene che siano contenti solo quando hanno un manufatto iper tecnologico in mano.

Le mie gnome amano la neve e poco importa se imbianchi il cortile di casa o un parco Svizzero, come quella volta che ci ha stupito in vacanza. W la neve anche in città! W i bambini che giocano con la neve e i grandi che glielo lasciano fare!

 

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